Translate

giovedì 9 febbraio 2012



Corsa: 

Allenamento per il corpo, allenamento per la mente



Quando si parla di stress tutti si vedono a rilassarsi in un centro benessere o al sole dei Caraibi; non sempre però questo è possibile, che fare allora?
In una metropoli che non si ferma come Milano il rischio è quello di sopravvalutare il proprio equilibrio psico-fisico trascurando i messaggi che il corpo ci manda sul nostro stato di salute. Sono tuttavia crescenti le pratiche e l’interesse verso forme di prevenzione dello stress, che sicuramente rimane uno dei nemici principali del nostro “stare bene” con effetti a lungo termine.

La difficoltà maggiore nel prendersi cura di sé e del proprio stato di benessere sembra il tempo: in una ricerca condotta recentemente dalla Doxa su “Donne, Sport, Salute e Benessere” su un campione di circa 25 milioni di donne dai 15 anni il giudizio che le donne esprimono sul proprio stato di salute non è eccellente (meno di una donna su quattro lo considera tale) con le lombarde che risultano tra le più insoddisfatte; nella stessa ricerca per migliorare il proprio stato di salute le donne punterebbero su attività fisica e alimentazione corretta (40%) e sulla osservanza di una dieta (20%).

Per dare concretezza al proprio impegno nella conquista di salute e benessere, la quasi totalità del campione (circa l’80% delle intervistate) afferma che sarebbe felice di fare maggiore esercizio fisico ma trova, appunto, nel poco tempo a disposizione il maggiore ostacolo. Come negare questa realtà quando alle donne viene chiesto di lavorare, accudire i figli occupandosi della famiglia, seguire le faccende di casa? Per molte donne questa è la quotidianità, una routine dove certamente non ci si annoia.

Certo è che, non solo per le donne, nella nostra vita di tutti i giorni, fatta di scadenze, impegni, doveri e domande e dubbi sul futuro, pensare di rallentare un momento prendendosi del tempo per se stessi sembra davvero difficile: da una parte i ritmi ci impongono di andare “in automatico”, dall’altra noi stessi ci creiamo poche occasioni per staccare un attimo la nostra mente dal flusso di pensieri ed emozioni che si agita sotto la superficie.

Tuttavia, in una complessità alla quale sarebbe illusorio rinunciare, è solo prendendo consapevolmente in mano la propria vita e trovando il tempo per crescere personalmente, per migliorare lo stato di salute e la forma fisica che si può essere più felici, capaci di affrontare le difficoltà e di adattarsi alle sfide che la vita di tutti i giorni ci impone. E’ quanto emerge in una ricerca sperimentale condotta all’interno del progetto Corri che Ti passa dall’Università degli Studi di Milano: il progetto - iniziato come una ricerca pilota curata dall’Università degli Studi- ha dato dei risultati concreti molto positivi e ha l’obiettivo di promuovere il miglioramento psico-fisico attraverso un cambiamento attivo dello stile di vita.


La dimensione fisica del benessere

Tra le metodologie utilizzate per agire sul benessere possiamo utilizzare la mindfulness applicata al movimento: mindful running è un sinonimo di meditazione in corsa. La mindfulness è un atteggiamento della mente che ci insegna ad osservare i fenomeni senza giudicarli. Se ad esempio sento che la fatica mi taglia le gambe e il fiato, posso utilizzare la mindfulness per rimanere a contatto con la fatica senza impaurirmi per le conseguenze che può avere sul mio rendimento. Questo atteggiamento nasce da una capacità mentale di concentrazione sul presente, sul “qui ed ora”, lontano dal passato del ricordo e dal futuro della pianificazione…Cominciando a fare attenzione a quello che succede al tuo corpo in movimento istante per istante, potrai scoprire l’importanza del momento presente… La corsa infatti con il suo gesto ciclico che metodicamente si ripete ci aiuta ad entrare sistematicamente in contatto con il corpo, ascoltandone i messaggi, scoprendone le potenzialità e migliorandone le capacità di adattamento.

Attraverso la corsa possiamo sperimentare e assaporare le connessioni tra corpo e mente, in un lavoro di scoperta delle risorse più profonde e preziose. Imparare ad ascoltare il corpo è di fondamentale importanza per la nostra salute e per la qualità della nostra vita.


La dimensione relazionale del benessere

Per incidere sulla componente relazionale del benessere suggeriamo la corsa in gruppo dove condivisione della fatica, appartenenza al gruppo, confronto con l’altro diventano elementi che costruiscono e cementano le relazioni amicali sviluppando quelle abilità sociali e relazionali che sono alla base della pienezza di vita. Esistono molte opportunità di condividere l’esperienza della corsa in gruppo ma crediamo che la dimensione migliore sia quella di 8-10 persone. Così il gruppo rimane compatto dando a tutti la di creare relazioni con tutti gli altri. Bisogna tuttavia cercare di creare una cultura di gruppo ispirata all’impegno e non troppo centrata sul risultato, perché questo garantisce a tutti i suoi componenti la possibilità di esprimersi al meglio ricavando soddisfazione dalla sfida personale.

Nessun commento:

Posta un commento