Corsa:
Allenamento per il corpo, allenamento per la mente

Quando
si parla di stress tutti si vedono a rilassarsi in un centro benessere o
al sole dei Caraibi; non sempre però questo è possibile, che fare
allora?
In
una metropoli che non si ferma come Milano il rischio è quello di
sopravvalutare il proprio equilibrio psico-fisico trascurando i messaggi
che il corpo ci manda sul nostro stato di salute. Sono tuttavia
crescenti le pratiche e l’interesse verso forme di prevenzione dello
stress, che sicuramente rimane uno dei nemici principali del nostro
“stare bene” con effetti a lungo termine.
La
difficoltà maggiore nel prendersi cura di sé e del proprio stato di
benessere sembra il tempo: in una ricerca condotta recentemente dalla
Doxa su “Donne, Sport, Salute e Benessere” su un campione di circa 25
milioni di donne dai 15 anni il giudizio che le donne esprimono sul
proprio stato di salute non è eccellente (meno di una donna su quattro
lo considera tale) con le lombarde che risultano tra le più
insoddisfatte; nella stessa ricerca per migliorare il proprio stato di
salute le donne punterebbero su attività fisica e alimentazione corretta
(40%) e sulla osservanza di una dieta (20%).
Per
dare concretezza al proprio impegno nella conquista di salute e
benessere, la quasi totalità del campione (circa l’80% delle
intervistate) afferma che sarebbe felice di fare maggiore esercizio
fisico ma trova, appunto, nel poco tempo a disposizione il maggiore
ostacolo. Come negare questa realtà quando alle donne viene chiesto di
lavorare, accudire i figli occupandosi della famiglia, seguire le
faccende di casa? Per molte donne questa è la quotidianità, una routine
dove certamente non ci si annoia.
Certo
è che, non solo per le donne, nella nostra vita di tutti i giorni,
fatta di scadenze, impegni, doveri e domande e dubbi sul futuro, pensare
di rallentare un momento prendendosi del tempo per se stessi sembra
davvero difficile: da una parte i ritmi ci impongono di andare “in
automatico”, dall’altra noi stessi ci creiamo poche occasioni per
staccare un attimo la nostra mente dal flusso di pensieri ed emozioni
che si agita sotto la superficie.
Tuttavia,
in una complessità alla quale sarebbe illusorio rinunciare, è solo
prendendo consapevolmente in mano la propria vita e trovando il tempo
per crescere personalmente, per migliorare lo stato di salute e la forma
fisica che si può essere più felici, capaci di affrontare le difficoltà
e di adattarsi alle sfide che la vita di tutti i giorni ci impone. E’
quanto emerge in una ricerca sperimentale condotta all’interno del
progetto Corri che Ti passa dall’Università degli Studi di Milano: il
progetto - iniziato come una ricerca pilota curata dall’Università degli
Studi- ha dato dei risultati concreti molto positivi e ha l’obiettivo
di promuovere il miglioramento psico-fisico attraverso un cambiamento
attivo dello stile di vita.
La dimensione fisica del benessere
Tra
le metodologie utilizzate per agire sul benessere possiamo utilizzare
la mindfulness applicata al movimento: mindful running è un sinonimo di
meditazione in corsa. La mindfulness è un atteggiamento della mente che
ci insegna ad osservare i fenomeni senza giudicarli. Se ad esempio sento
che la fatica mi taglia le gambe e il fiato, posso utilizzare la
mindfulness per rimanere a contatto con la fatica senza impaurirmi per
le conseguenze che può avere sul mio rendimento. Questo atteggiamento
nasce da una capacità mentale di concentrazione sul presente, sul “qui
ed ora”, lontano dal passato del ricordo e dal futuro della
pianificazione…Cominciando a fare
attenzione a quello che succede al tuo corpo in movimento istante per
istante, potrai scoprire l’importanza del momento presente… La corsa infatti con il suo gesto ciclico che metodicamente si ripete ci aiuta ad entrare
sistematicamente in contatto con il corpo, ascoltandone i messaggi,
scoprendone le potenzialità e migliorandone le capacità di adattamento.
Attraverso
la corsa possiamo sperimentare e assaporare le connessioni tra corpo e
mente, in un lavoro di scoperta delle risorse più profonde e preziose.
Imparare ad ascoltare il corpo è di fondamentale importanza per la
nostra salute e per la qualità della nostra vita.
La dimensione relazionale del benessere
Per
incidere sulla componente relazionale del benessere suggeriamo la corsa
in gruppo dove condivisione della fatica, appartenenza al gruppo,
confronto con l’altro diventano elementi che costruiscono e cementano le
relazioni amicali sviluppando quelle abilità sociali e relazionali che
sono alla base della pienezza di vita. Esistono molte opportunità di
condividere l’esperienza della corsa in gruppo ma crediamo che la
dimensione migliore sia quella di 8-10 persone. Così il gruppo rimane
compatto dando a tutti la di creare relazioni con tutti gli altri.
Bisogna tuttavia cercare di creare una cultura di gruppo ispirata
all’impegno e non troppo centrata sul risultato, perché questo
garantisce a tutti i suoi componenti la possibilità di esprimersi al
meglio ricavando soddisfazione dalla sfida personale.
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