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domenica 5 febbraio 2012


CORRERE NELLA NEVE

 

Fa sempre un certo effetto correre nella neve,  l’ambiente innevato crea una strana atmosfera. Quasi tutto è uguale, non si distinguono più gli ambienti noti, se non fosse per le costruzioni, si perderebbe ogni riferimento.  In campagna gli spazi si dilatano, gli alberi diventano monumenti che ci stanno a guardare.  La luce viene moltiplicata all’infinito e nonostante il buio rimane un certo bagliore proiettato dalle poche luci. I suoni sono ovattati, i passi nella neve affondano in silenzio e la quiete regna sovrana. Si corre con falcate morbide, ma senza fatica, la neve non è ancora così alta da frenare il passo, è bello vedere le proprie impronte che lasciamo alle spalle, si vede la lunghezza del passo, l’asse della traiettoria che seguiamo. Ci si accorge subito se corriamo correttamente o no, col pensiero confronto altre impronte lasciate da qualcun altro, la distanza tra i passi è più corta, si nota che la punta dei piedi tende verso l’esterno e sicuramente è un numero di scarpa più piccolo del mio (quasi indovino il peso, il sesso, l’età, e i suoi problemi di appoggio, ma non esageriamo….).  Quante cose racconta la neve…, ma al secondo passaggio non ci sono più impronte tutto è scomparso, coperto dalla neve fresca, la temperatura è bassa, ma il freddo si sopporta, anzi comincio anche a sudare, la neve a tratti mi si infila negli occhi e si appiccica alla pelle che col calore si scioglie e si trasforma in acqua, che sembra sudore che scende dalla fronte. Il tempo passa in fretta e così anche i chilometri, oggi le articolazioni fanno meno male, oggi ho corso tra le nuvole.

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