CORRERE NELLA NEVE
Fa
sempre un certo effetto correre nella neve, l’ambiente innevato crea
una strana atmosfera. Quasi tutto è uguale, non si distinguono più gli
ambienti noti, se non fosse per le costruzioni, si perderebbe ogni
riferimento. In campagna gli spazi si dilatano, gli alberi diventano
monumenti che ci stanno a guardare. La luce viene moltiplicata
all’infinito e nonostante il buio rimane un certo bagliore proiettato
dalle poche luci. I suoni sono ovattati, i passi nella neve affondano in
silenzio e la quiete regna sovrana. Si corre con falcate morbide, ma
senza fatica, la neve non è ancora così alta da frenare il passo, è
bello vedere le proprie impronte che lasciamo alle spalle, si vede la
lunghezza del passo, l’asse della traiettoria che seguiamo. Ci si
accorge subito se corriamo correttamente o no, col pensiero confronto
altre impronte lasciate da qualcun altro, la distanza tra i passi è più
corta, si nota che la punta dei piedi tende verso l’esterno e
sicuramente è un numero di scarpa più piccolo del mio (quasi indovino il
peso, il sesso, l’età, e i suoi problemi di appoggio, ma non
esageriamo….). Quante cose racconta la neve…, ma al secondo
passaggio non ci sono più impronte tutto è scomparso, coperto dalla neve
fresca, la temperatura è bassa, ma il freddo si sopporta, anzi comincio
anche a sudare, la neve a tratti mi si infila negli occhi e si
appiccica alla pelle che col calore si scioglie e si trasforma in acqua,
che sembra sudore che scende dalla fronte. Il tempo passa in fretta e
così anche i chilometri, oggi le articolazioni fanno meno male, oggi ho
corso tra le nuvole.

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