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lunedì 6 febbraio 2012



Correre nel freddo
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È incredibile come pochissimi runner d'inverno escano con un abbigliamento corretto. Se è pur vero che esistono caratteristiche individuali che fanno optare per una scelta piuttosto che l'altra è anche vero che si può facilmente identificare la scelta corretta in assoluto. Per capire quali siano le strategie consigliabili procediamo per zone del corpo.
Abbigliamento generale – Due sono gli errori che il runner commette: usare più strati e usare abbigliamenti larghi (tute). A dire il vero questi errori sono tipici del jogger per il quale la prestazione non è molto importante; vengono perciò ereditati dalla passata esperienza, da quei runner che per breve o lungo tempo sono stati jogger. L'impiego di più strati non consente una traspirazione ottimale (il jogger è solito svestirsi mentre corre e legarsi in vita lo strato diventato superfluo), si suda più del dovuto, il tutto senza motivo. L'impiego della tuta fa nascere invece un problema diverso: poiché in genere l'abbigliamento è comodo e largo, per scaldare in modo efficiente deve essere pesantissimo, comunque sempre più pesante di quanto si otterrebbe con altri materiali nelle stesse condizioni climatiche.
Testa – Anche la testa suda. Essendo dotata di capelli, non ha problemi di "riscaldamento". Pertanto solo i calvi possono usare il cappello di lana. Per tutti gli altri atleti è decisamente consigliabile la fascia che protegge le parti scoperte: fronte e orecchie.
Collo – Alcuni atleti usano una sciarpa per difendere la gola da possibili malanni. Tranne in casi rarissimi, in realtà il beneficio è solo teorico. Infatti l'aria fredda introdotta dal naso e dalla bocca arriva comunque alla gola, raffreddandola. Il colpo di freddo alla gola è poi possibile nel momento stesso in cui si toglie la sciarpa e la gola sudata resta in balia della bassa temperatura. In sostanza l'uso della sciarpa rivela spesso un eccessivo timore di esporre il proprio corpo ad agenti atmosferici ostili.
Parte superiore – Abbiamo detto che usare più strati è sbagliato. Per chi soffre molto il freddo, è consigliabile eseguire il riscaldamento in tuta e spogliarsi di questo strato prima degli allunghi e del vero allenamento. Si possono usare maglie termiche molto efficienti che abbinano calore alla leggerezza. Un buon negozio di articoli sportivi ve ne saprà indicare di ottime.
correre nel freddoMani – L'impiego di guanti è consigliato. Il problema è che molti runner non riescono a trovar guanti sufficientemente pesanti che li possano difendere da temperature sotto allo zero. A causa dello sforzo, la circolazione periferica diminuisce e le mani "ghiacciano" con un effetto simile a quello di una nota patologia, la malattia di Raynaud. Il riportare le mani a temperatura ambiente a volte è operazione molto dolorosa. La strategia di usare due paia di guanti spesso fallisce; la soluzione migliore che ho visto applicare è: crema riscaldante sulle mani+guanti sottilissimi da chirurgo (in lattice) e buon paio di guanti sopra.
Gambe – Come per la parte superiore è il caso di orientarsi a capi molto tecnici. La soluzione ideale deve garantire: leggerezza, traspirabilità e ottima morbidezza. Se si usano i pantaloncini (d'inverno non è vietato!) è opportuno non usare quelli estivi classici, ma orientarsi su quelli invernali attillati (tipici dei velocisti o dei ciclisti); occorre verificare che il bordo inferiore non stringa troppo. Nel caso si usi il pantalone intero (calzamaglia) si deve verificare che il ginocchio abbia notevole libertà e non sia impedito dal capo d'abbigliamento nel movimento di flessione tipico della corsa.
Calze – Di solito si usano calze più pesanti, invernali, ma non è il caso di eccedere per non snaturare la calzata.
È consigliabile avere nei confronti delle intemperie un approccio positivo; non eviterà tutti i raffreddori, ma sicuramente ne diminuirà le probabilità. Sembra incomprensibile, ma chi ha un approccio negativo (leggasi timore) del freddo, dell'acqua, del vento commette una serie di errori che aumentano le probabilità di malanno:
a) si copre troppo, salvo poi sudare. Il sudore che "ghiaccia" sulla pelle è una delle cause più frequente di malanno perché provoca uno sbalzo termico inaspettato (mentre al freddo diretto il corpo reagisce producendo calore dall'interno).
b) Evita che il gesto sia continuo e abbastanza intenso. Concentrato più sul freddo che sull'esercizio, sicuramente va più piano, appare intirizzito. Così facendo il corpo si scalda di meno ed è più esposto alle intemperie.
c) Per chi ritiene che la psiche abbia qualche influenza nel provocare le nostra malattie, temere il freddo è il miglior modo di ammalarsi. Avere invece fiducia nel proprio corpo e considerare "normale" una situazione climatica sfavorevole è il miglior modo di reagire.
Che si debbano prendere malanni perché si sta al freddo non è detto (fra l'altro lo sport con il tempo alza le difese immunitarie). Dopo l'allenamento, molti runner d'inverno si cambiano all'aperto con temperatura sotto zero! E sono quelli che in genere non prendono mai malanni...

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