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mercoledì 29 febbraio 2012


Glossario podistico


Capacità aerobica - Rispetto alla resistenza aerobica, la capacità aerobica si colloca ad un livello superiore e rappresenta quindi uno stimolo che qualifica il proprio livello di resistenza. Gli allenamenti che migliorano la capacità aerobica sono: la corsa a ritmo medio, la corsa in progressione, il corto veloce. In definitiva si corre sempre abbastanza a lungo, ma ad un'intensità un po' più sostenuta. In termini semplicistici la capacità aerobica è la "tenuta" ad andature veloci. L'allenamento per la capacità aerobica migliora l'efficienza dei muscoli nell'utilizzo dell'ossigeno, dell'impiego degli acidi grassi, si producono più mitocondri (le "centraline" dei muscoli fondamentali per la produzione di energia a livello aerobico). Nei testi di fisiologia, soprattutto nella cultura anglosassone, si fa riferimento alla capacità aerobica con un significato diverso da quello appena descritto (utilizzato invece molto dagli allenatori), riferendosi invece ad un livello di rendimento fisico che spazia fino al massimo consumo di ossigeno (ed in questo caso si prende in causa anche il meccanismo anaerobico).
Capacità anaerobica - Ci si riferisce a questo meccanismo anaerobico per indicare la tenuta ad andature elevate, alle quali i muscoli progressivamente accumulano sempre più acido lattico. Le sedute di allenamento utili a migliorare questo aspetto tecnico sono quelle delle ripetute medie (500-1000 metri), e brevi (200-500 metri). Per sviluppare queste qualità anaerobiche non serve necessariamente correre ad elevate velocità, ma si può agire accorciando, anche considerevolmente, i tempi di recupero tra le prove ripetute in modo che non ci sia il tempo per far uscire l'acido lattico dalla fibre muscolari che l'hanno prodotto.
Corsa lenta - La corsa lenta è un mezzo di allenamento che migliora gli aspetti fisiologici di base (efficienza cardiaca, respiratoria, miglioramento del metabolismo energetico, della termoregolazione, della capillarizzazione, adattamenti strutturali ecc.) necessari per sostenere con efficienza uno sforzo fisico che duri a lungo, anche se a bassa intensità. È il primo, e unico, mezzo di allenamento del podista principiante. Per i podisti di medio livello, la corsa lenta consente di consolidare le qualità aerobiche di base. Per i podisti più efficienti ed evoluti, la corsa lenta invece non rappresenta più un mezzo di allenamento "allenante" (che migliora ulteriormente la condizione di forma), ma è solo un modo per recuperare in maniera attiva le sedute più impegnative. In pratica la corsa lenta è un allenamento di rigenerazione. Con riferimento al ritmo gara di 10 chilometri, la corsa lenta si corre 40-50 secondi al chilometro più lentamente e può durare da 30 a 60 minuti.
Corsa lunga svelta - La corsa lunga svelta è un tipo di allenamento che la cui intensità e durata si colloca a metà tra le sedute di corsa lunga lenta e di corsa media. È un tipo di allenamento utile per incrementare l'efficienza dei muscoli ad utilizzare, a scopo energetico, gli acidi grassi. Per molti podisti (quelli per intenderci che impiegano più di 3:30, e fino alle 4:00 ore), l'andatura della corsa lunga svelta è corrispondente al ritmo maratona. In questo tipo di seduta non si deve tuttavia pensare di correre troppo velocemente, ma soprattutto di correre a lungo, per 1:10-1:20. Con riferimento al ritmo gara di dieci chilometri, la corsa lunga svelta si corre 35-40 secondi al chilometro più lentamente.
Corsa media - Con la corsa media si enfatizza la capacità dei muscoli a sfruttare al meglio gli acidi grassi. È un tipo di allenamento che serve da passaggio tra le andature lente e quelle veloci, e quindi rappresenta il primo gradino nella qualificazione della propria preparazione. Per il maratoneta, la corsa media si avvicina molto al ritmo gara. Per questo motivo è importante dare più attenzione alla quantità (correre a lungo) piuttosto che troppo velocemente; il rischio è di concludere precocemente la seduta. Per un podista evoluto la corsa media dovrebbe durare 50-60 minuti, mentre per uno di medio livello anche 40-45 minuti, e per quelli meno efficienti la corsa media dovrebbe durare 20-30 minuti. Rispetto al ritmo gara di dieci chilometri, la corsa media si corre 25-30 secondi al chilometro più lentamente.
Corsa veloce - La corsa veloce è un tipo di seduta piuttosto impegnativa da svolgere in quanto, rispetto al ritmo gara dei dieci chilometri, si corre più lentamente di soli 15-20 secondi al chilometro. È quindi importante dosare bene lo sforzo (per questo motivo è necessario correre su percorso misurato, oppure utilizzare il cardiofrequenzimetro) in modo da non accumulare acido lattico nei muscoli, ed interrompere anzi tempo la seduta. Proprio perché l'intensità è elevata, la corsa veloce migliora l'efficienza dei muscoli ad utilizzare l'ossigeno a disposizione. Per un podista evoluto la corsa veloce dura 25-30 minuti, per uno medio 20-25 minuti, per uno meno efficiente anche soli 15 minuti. È un tipo di allenamento da utilizzare nelle settimane precedenti le gare più importanti, ed in alcuni casi può essere sostituito da una gara di 6-10 chilometri.
Interval training - È un metodo di allenamento che prevede l'impegno fisico sempre su distanze brevi (200, 300, 400 metri) ma rispetto alla seduta di ripetute brevi si deve dare più enfasi alla quantità che non alla qualità. I ritmi di corsa sono quindi meno veloci (3-5 secondi più lenti rispetto alle ripetute brevi), e più corti devono essere anche i tempi di recuperi. La pausa tra le prove deve essere pari alla durata della fase di lavoro, ed il recupero deve essere fatto correndo a ritmo lento, ma anche ad andatura sostenuta per i podisti evoluti. Il metodo classico dell'interval training (friburghese) prevede che non si riparta prima che la frequenza cardiaca sia scesa a 120 battiti al minuto. Questo riferimento è certamente utile per chi si avvicina per le prime volte al metodo di allenamento intervallato, mentre non è assolutamente necessario per i podisti evoluti e di medio livello.
Potenza aerobica - È un livello d'impegno fisico piuttosto sostenuto e che arriva fino alla soglia anaerobica, quindi al limite del meccanismo aerobico. Ci si riferisce alla potenza aerobica per indicare la "cilindrata del motore aerobico" di un podista. Gli allenamenti che migliorano la potenza aerobica sono si quelli che rientrano nel metodo della corsa continua (corto veloce) ma ancor più proficui sono quelli definiti intervallati, ed in modo particolare le ripetute lunghe (3, 4 ed anche 5 chilometri). Gli allenamenti per la potenza aerobica migliorano ulteriormente la "tenuta" (ma con riferimento a velocità più sostenute rispetto alla capacità aerobica) perché incrementano l'abilità dei muscoli a sfruttare l'ossigeno, oltre che a lavorare in presenza di piccole quantità di acido lattico.
Potenza anaerobica - La potenza anaerobica indica la capacità di sostenere uno sforzo piuttosto elevato, ma limitato solo a qualche decina di secondi. Ciò determina una considerevole produzione di acido lattico. I mezzi di allenamento utili ad incrementare questo fattore fisiologico sono essenzialmente le prove ripetute corte perché le andature di corsa devono essere molto veloci. Per sostenere uno sforzo così elevato i tempi di recupero devono essere lunghi.
Progressivo - Come indica il termine, il progressivo è un tipo di seduta che prevede un graduale incremento dell'andatura di corsa. È previsto che si passi dall'andatura della corsa lenta, a quella del medio, del veloce, ed anche delle ripetute lunghe, fino ad arrivare al ritmo della soglia anaerobica. Ci sono due versioni di corsa in progressione. La prima è quella che prevede l'incremento del ritmo ad ogni chilometro, ed in questo caso l'accelerazione è di 10 secondi al chilometro. Di solito questa modalità si applica dopo che sono già stati corsi 7-10 chilometri a ritmo lento. Questa impostazione è utile, oltre che per stimolare il sistema cardiocircolatorio, anche per far "girare le gambe" nei finali di seduta a ritmo lento. In alcuni casi si può finire in progressione anche la seduta di corsa lunga lenta, ma l'incremento è più contenuto: solo 5 secondi per chilometro. La seconda è quella che prevede l'incremento del ritmo per frazioni più lunghe. Per esempio, si aumenta l'andatura di 10 secondi al chilometro ma per tratti di due, tre, ed anche quattro chilometri (per esempio: 3 chilometri a 4.30, quindi tre chilometri a 4.20, tre chilometri a 4.10, eccetera). Per il fatto che il ritmo viene incrementato progressivamente, lo sforzo è meno rilevante in quanto l'organismo ha più tempo per adattarsi ai processi metabolici sollecitati.
Resistenza aerobica - Gli allenamenti per la resistenza aerobica (definita anche resistenza di base o generale), migliorano i fattori fisiologici che stanno alla base delle prestazioni di resistenza: efficienza cardiaca, respiratoria, del metabolismo energetico, regolazione del processo di termoregolazione, capillarizzazione, eccetera. Le sedute specifiche per migliorare la resistenza aerobica sono quelle di bassa intensità, e che per questo devono durare a lungo. I principianti, e i podisti che corrono da poco tempo (o fanno pochi chilometri la settimana), devono curare con particolare attenzione questo aspetto.
Ripetute medie - Le distanze di questo tipo di allenamento sono comprese tra 500 e 1000 metri. La velocità di corsa è abbastanza sostenuta e ciò determina un piccolo accumulo di acido lattico. Si addestrano così i muscoli a sopportarlo oltre che a smaltirlo in tempi rapidi. È un tipo di allenamento utile soprattutto ai podisti che preparano gare di 5-10 chilometri. Rispetto al proprio primato sui 10 chilometri, le ripetute di 800-1000 metri si corrono più velocemente di 5-6 secondi al chilometro, e quelle di 500-600 metri invece 10 secondi più velocemente. Il tempo di recupero è 30-60 secondi in meno della durata della prova per le ripetute di 1000 metri (per esempio per chi corre 1 chilometor in 4.00 il recupero deve essere di 3-3.30), e pari alla durata della prova per i 500-600 metri (500 metri in 2 minuti, recupero 2 minuti). Il recupero va fatto correndo a ritmo lento.
Soglia anaerobica - Rappresenta l'intensità di corsa che segna il confine tra il meccanismo aerobico ed anaerobico, e quindi il momento in cui nei muscoli inizia ad accumularsi l'acido lattico. Si è soliti misurarla in chilometri orari, ma non per questo una soglia da 15,0 km/h sta ad indicare che l'atleta è in grado di correre a quella velocità per un'ora. Tutto dipende dal grado di efficienza, e quindi dal livello di allenamento. Le sedute per migliorare la soglia anaerobica sono quelle delle ripetute medie (1 km) e lunghe (2-3 km).

Ringraziamenti

Run The Planet ringrazia Winning Program (www.orlandopizzolato.com) per aver autorizzato la riproduzione di questo articolo di Orlando Pizzolato. Testo copyright © 2002 by Orlando Pizzolato.

lunedì 27 febbraio 2012


ANEMIA DELL'ATLETA DI ULTRAMARATONA

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L’importanza del ferro nella pratica sportiva è facilmente intuibile poiché questo oligoelemento, oltre ad essere uno dei costituenti dell’emoglobina e della mioglobina e pertanto impegnato nel trasporto dell’ossigeno, è anche uno dei principali costituenti di molti enzimi implicati nel metabolismo energetico.

Tra gli atleti, specialmente nei periodi di allenamento più intenso, è possibile il riscontro di valori ematochimici suggestivi per riformulare diagnosi di anemia; tuttavia va ricordato che l’allenamento induce un aumento del volume ematico totale; se a questo non si associa un proporzionale aumento anche della componente corpuscolata del sangue, vale a dire i globuli rossi; possono determinarsi condizioni in grado di simulare uno stato anemico.

A prescindere da questa situazione di falsa anemia, negli sportivi possono determinarsi due distinti quadri reali di anemia da sport:
  • Anemia acuta da sport
  • Anemia da carenza di ferro

L’anemia da sport può colpire soggetti sani, praticanti attività sportiva, in assenza di perdite patologiche di sangue.
L’anemia acuta da sport può colpire soggetti non particolarmente allenati, ma può interessare soggetti ben allenati; nel primo caso l’anemia acuta può essere causata da un intenso e brusco sforzo fisico con manifestazioni che si evidenziano a distanza di qualche giorno dall’evento sportivo, nei soggetti allenati l’anemia acuta si può instaurare o per l’eccessiva durata della prestazione oppure per ripetute prestazioni di elevata intensità.
Per quanto riguarda la patogenesi, vale a dire l’origine della patologia, nei soggetti non allenati in genere l’anemia acuta è legata ad un’iperemolisi (rottura) intravasale, specie degli eritrociti più vecchi.
L’intervento di effetti meccanici quali soprattutto l’intensità e la prolungata compressione muscolare sui capillari ed i microtraumi ripetuti nell’esecuzione del gesto sportivo specifico, la corsa, sono i più importanti fattori patogenetici dell’anemia acuta da sport in soggetti ben allenati.

La prevenzione della forma acuta dell’anemia da sport si attua con l’adozione di un graduale e corretto programma di allenamento ben adattato alle caratteristiche morfo-funzionali del soggetto, e con l’impiego di attrezzature ed indumenti sportivi idonei, tali da ridurre i danni di traumatismi prolungati e ripetuti.


Anemia cronica sideropenica da sport

Un opportuno programma dietetico mirato a coprire non soltanto le richieste di energia legate ad una pratica sportiva continua e prolungata, ma anche e soprattutto rivolto a fornire nella giusta quantità i necessari nutrienti, rappresenta la base della prevenzione dell’anemia cronica da sport. Infatti, quest’anemia, anche detta sideropenica, è appunto caratterizzata da una situazione di carenza di ferro, come si può anche riscontrare in soggetti non praticanti attività fisica, se seguono regimi dietetici incongrui. Tuttavia, affinché si instauri il quadro dell’anemia è necessario che l’insufficiente apporto di ferro si prolunghi per molto tempo. Infatti, inizialmente l’organismo è in grado di sopperire a questa carenza attingendo alle proprie riserve di ferro che pertanto si riducono fino ad esaurirsi. L’eliminazione del ferro avviene principalmente attraverso le feci, le urine il sudore. Un severo programma di allenamento aumenta le perdite. L’anemia da carenza di ferro è più frequente nelle atlete per le perdite mestruali.
In considerazione della maggiore incidenza dell’anemia nei soggetti praticanti sport di resistenza, è buona norma valutare periodicamente il bilancio organico del ferro (esami consigliati: emocromo, sideremia, transferrina, saturazione della transferrina, ferritina)
E’ possibile che negli ultramaratoneti si verifichi una situazione di carenza di ferro prelatente che va diagnosticata prima che si instauri una carenza latente o addirittura manifesta. I valori dell’ematocrito e della concentrazione di emoglobina devono attestarsi sempre ai limiti massimi dell’intervallo di normalità (circa il 45% per l’ematocrito, 16/18 grammi /100ml per l’emoglobina nei maschi e 14/16 grammi/100ml nelle femmine) valori inferiori a questi vanno già interpretati come una situazione sfavorevole per le necessità metaboliche dell’atleta.

La carenza di ferro anche se non accompagnata da segni chiari di anemia, può determinare cefalea, affaticamento, crampi muscolari, riduzione delle capacità fisiche. Per prevenire questo genere di anemia è opportuno attuare un corretto regime nutrizionale.

L’apporto giornaliero di ferro più appropriato è di 1,4 – 1,6 grammi /kg di peso corporeo/die.
Gli alimenti più ricchi di ferro sono i cereali, legumi, la frutta secca, la carne, il pesce e le uova.

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sabato 25 febbraio 2012


Dall'UltraMaggiore alla 24 ore di Vito Intini

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Ultramarathon - Ultra - Febbraio 2012
ShareNel week-end scorso, il movimento Ultra, non certo quello ufficiale, ma quello ufficioso, quello delle “buone intenzioni” e di provare a “spostare sempre un po’ più in là i limiti del proprio corpo”, ha fatto registrare inedite imprese. Daniele Baranzini, che aveva partecipato all'ultima 100 km delle Alpi, da Torino a Saint Vincent, nell'ottobre scorso, ha deciso di affrontare, da solo, il giro del Lago Maggiore, 173 km, il periplo del medesimo lago. A Putignano, in Puglia, Vito Intini, dopo che lo scorso anno, aveva corso sul tapis roulant i 100 km, quest'anno si è cimentato sulla 24 ore. Ad entrambi non resta ora che affrontare una vera 24 ore su strada!
Si chiama Daniele Baranzini, è un ultramaratoneta di Angera (VA) e sabato 21 è partito per percorrere il periplo del Lago Maggiore, 173 km. La sua gara solitaria si è conclusa domenica, dopo 173 km percorsi in 17 ore e 20 minuti. Durante la sua corsa, Daniele è stato seguito da un’equipe di medici dell’ospedale San Raffaele di Milano, che hanno monitorato i suoi valori durante lo sforzo e la sua società, l’Atletica 3V. Daniele Baranzini ha "ideato" il Concept run Lago Maggiore. Secondo Baranzini, la Concept run è un’idea che diventa corsa, che nasce dal cuore, dalla mente e non si corre con un pettorale. Non è una competizione vera, non ha iscritti, né premi, ma esprime solo un concetto per un singolo runner o per una squadra di runners. In questo caso, il concetto è stato quello di onorare il lago Maggiore girandogli attorno di corsa no-stop.
A Putignano (BA), il "filosofo" Vito Intini, ultramaratoneta di lungo corso, già Campione italiano della 12 ore e tanti altri piazzamenti in lunghe distanze, ha voluto affrontare nuovamente il treadmill, correndo per ben 24 ore, dopo che, lo scorso anno, quando, sempre nella sua Putignano, ha corso su tapis roulant la classica distanza dell'ultramaratona, la 100 km, realizzando il "miglior tempo" di sempre di un italiano. Ci ha voluto riprovare quest'anno, in occasione della Staffetta del carnevale di Putignano, organizzata dalla ASD Amatori Putignano, ovvero un "paese sempre in corsa" ed amante della corsa su strada.
E così, sabato 18 febbraio 2012 alle ore 11.20 ha avuto inizio la sfida. Un palco allestito fra le antiche mura del chiostro comunale, quattro tapis roulant gentilmente concessi dalla “Palestra Joy Club”, due Giudici Federali, l’organizzazione firmata Amatori e un uomo di 44 anni di nome Vito Intini, carico di energia e determinazione per battere il "miglior tempo italiano" di 24 ore di corsa su tapis roulant stabilito nel 2005 da Antonio Mazzeo con 156,970 km percorsi.
C'è riuscito ampiamente Intini, nonostante un problema alla schiena, "curato" dalle amorevoli mani del suo massaggiatore, Francesco Damiani, chiudendo la sua fatica dopo 24 ore, sostenuto dal calore della gente di casa, con 220,280 km. Ad affiancarlo nella sua "impresa" che ha mandato in visibilio amici, parenti, sostenitori, un paese intero, anche la coppia Monica Barchetti e Andrea Accorsi ed Enrico Vedilei che, tanto per far qualcosa, ha corso sul tapis per una maratona intera chiudendo in 3h20. Monica Barchetti ha invece sostenuto la distanza della sei ore, chiudendo con 67,570 km, la seconda italiana dopo la torinese, Marinella Satta, a cimentarsi su un tapis roulant, mentre Accorsi ha corso sempre sul tapis per 50 km, conclusi in 3h40''.
Alcuni precedenti illustri in fatto di "recordholders" come vengono denominati, in campo internazionale e che, nella realtà nulla hanno a che vedere con l'atletica leggera e l'ultramaratona: il 16 e 17 febbraio del 2008, all'Ovale di Torino, Marinella Satta, già azzurra di ultramaratona, percorse la distanza della 24 ore su tapis roulant, chiudendo in 151,674 km. Non contenta si è ripetuta il 18 dicembre 2011, percorrendo la distanza della 12 ore, in 88,422 km. Insieme a lei l’ultrasettantenne Giulio Mazzetto che ha chiuso la 12 ore su tapis roulant in 78,619 km. Ma se la Satta si può dire che non ha "nulla da dimostrare", per Vito Intini, invece, si apre lo scenario di provare a correre 24 ore su strada...inseguendo un sogno!
Intanto a Putignano sono in pieno fermento per preparare al meglio la 1^ Sei ore Putignanese che avrà luogo il prossimo 25 marzo, di sabato.

venerdì 24 febbraio 2012



MILANO CITY MARATON


    

Come iscriversi

MARATONA

  • Via Internet: cliccando sul pulsante iscrizione online che trovate nella tabella (ISCRIZIONI MARATONA) qui sopra ed effettuando successivamente il pagamento con carta di credito. Al momento del ritiro del pettorale, sarà richiesta copia del certificato di idoneità sportiva agonistica o del tesserino FIDAL in corso di validità al 15 aprile 2012. Per accedere alla procedura clicca qui.
  • Via Fax: inviando l’apposita scheda di iscrizione allo 041 5086459 ed effettuando il pagamento mediante:
    • versamento della quota di partecipazione sul conto corrente postale n. 43307909 intestato a A.S.D. Milano City Marathon Club, c/o RCS SPORT – Via Solferino, 28 – 20121 Milano e inviando unitamente al modulo d’iscrizione (o fotocopia dello stesso) compilato in STAMPATELLO in tutte le sue parti e debitamente firmato, la fotocopia della ricevuta di versamento della quota di iscrizione, la copia del tesserino FIDAL o del certificato medico di idoneità sportiva agonistica in corso di validità al 10 aprile 2011.
    • versamento su conto corrente bancario n. 18117974 di Banca Intesa Spa – Agenzia 1 – Filiale 2101 (ABI: 03069 – CAB: 09441 – CIN: V – IBAN: IT16V0306909441000018117974 – SWIFT/BIC: BCITIT33101, intestato a A.S.D. Milano City Marathon Club e inviando unitamente al modulo d’iscrizione (o fotocopia dello stesso) compilato in STAMPATELLO in tutte le sue parti e debitamente firmato, la fotocopia della ricevuta di versamento della quota di iscrizione, la copia del tesserino FIDAL o del certificato medico di idoneità sportiva agonistica in corso di validità al 15 aprile 2012.
  • Via posta: inviando l’apposita scheda di iscrizione al seguente indirizzo: TDS srl – Milano City Marathon, via delle Macchine, 14 30038 Spinea Venezia, effettuando il pagamento mediante versamento della quota di partecipazione sul conto corrente postale o conto corrente bancario intestati a A.S.D. Milano City Marathon Club, allegando ricevuta di versamento, copia del tesserino FIDAL o del certificato medico di idoneità sportiva agonistica in corso di validità al 15 aprile 2012.
  • Presso i negozi convenzionati: clicca qui per scoprire e scaricare l’elenco completo dei punti vendita convenzionati.

STAFFETTA

Per iscriverti on-line, clicca qui.
In alternativa è possibile iscriversi tramite una Charity Partner. Consulta le ONLUS aderenti qui


Per informazioni:
  • Timing Data Service srl
  • Tel: +39 041.99.03.20 - Fax: +39 041.508.64.59
  • E-mail: mcm@tds-live.com
A.S.D. Milano City Marathon Club si riserva di poter chiudere anticipatamente le iscrizioni o di accettarne oltre la data di chiusura, a suo insindacabile giudizio.